Burnout: sintomi, cause e interventi

Burnout: sintomi, cause e interventi

Di cosa parliamo quando parliamo di BURNOUT?

Una delle definizioni più efficaci e diffuse della sindrome da burnout è stata introdotta da Maslach già nel ’76. Tale definizione, che continua ad oggi ad essere una delle più utilizzate, definisce il burnout come una sindrome caratterizzata da tre fattori prevalenti:

 

  • Esaurimento emozionale (emotional exhaustion) : è una delle prime componenti ad insorgere nelle situazioni di burnout. Si caratterizza per una sensazione costante di inaridimento emotivo, perdita di forze ed energie psicologiche per far fronte alle richieste dell’ambiente lavorativo
  • Spersonalizzazione (depersonalization): intesa come progressiva perdita di capacità empatiche nei confronti dei pazienti e dei loro caregiver, gli operatori mostrano livelli di freddezza e cinismo tali da dare l’impressione non poter più considerare i pazienti come persone ma semplicemente come oggetti, numeri o “cose” da gestire.
  • Ridotta efficacia professionale (reduced personal accomplishment): il soggetto si sente inefficace professionalmente, si riducono sia le aspettative di successo, sia la progettualità, sia la capacità di stabilire una buona relazione d’aiuto. Tutto ciò può portare a manifestare una elevata inefficienza e inefficacia professionale.

È una condizione stress lavoro correlato che insorge prevalentemente nelle professioni d’aiuto in cui gli aspetti relazionali della professione intervengo in modo preponderante. La sindrome di burnout è una reazione difensiva, dinamica e in continua evoluzione che si instaura quando nei gruppi di lavoro, così come nel singolo operatore, le richieste dell’ambiente lavorativo sovraccaricano i soggetti coinvolti.

Gli oncologi, e in generale tutto il personale socio-sanitario coinvolto nelle cure dei pazienti oncologici, sarebbero, quindi, tra i più esposti al burnout.

Una delle più recenti ricerche in merito*, ha visto coinvolti 737 oncologi di 41 paesi europei. L’81% dei soggetti rispondenti erano di età inferiore ai 40 anni. I dati emersi, soprattutto per gli oncologi di età inferiore ai 40 anni, pur con notevoli differenze a seconda dell’area geografica di appartenenza, mostra nel 71% dei casi una sindrome da burnout in atto. Andando più nel dettaglio i giovani oncologi manifestano  spersonalizzazione nel 50%, esaurimento emozionale nel 45% e ridotta efficacia professionale  nel 35%.

Livelli così elevati di stress lavoro-correlato possono portare, secondo i ricercatori, a gravi conseguenze. In particolare ad un notevole incremento di ansia, depressione, abuso di sostanze stupefacenti, alcool e perfino al suicidio.

Cause di insorgenza

Tra le cause di insorgenza del burnout i ricercatori concordano sul fatto che, oltre al fattore geografico, alle difficoltà legate all’organizzazione lavorativa e agli eccessivi carichi di lavoro hanno evidenziato, tra i fattori di rischio più rilevanti:

  • Inadeguata formazione a riconoscere e gestire i sintomi
  • Scarso o insoddisfacente equilibrio tra vita privata e vita lavorativa
  • Inadeguati periodi di tempo di stacco/vacanza dagli impegni lavorativi
  • Mancanza di un gruppo di supporto con cui confrontarsi e discutere degli eventi lavorativi e dei casi clinici particolarmente impegnativi.
  • Impossibilità di accedere a servizi di supporto

Strategie di intervento

Nel corso degli ultimi 10 anni sono stati attivate, in Europa così come negli USA diversi progetti di gestione e prevenzione del burnout. Alcuni ricercatori hanno condotto una revisione sistematica e impostato una meta analisi degli interventi attuati per ridurre il burnout**.
I risultati, di recente pubblicazione individuano, tra gli interventi attuati, due tipologie prevalenti: interventi diretti al singolo medico e interventi diretti all’organizzazione. Questi ultimi in realtà, sono molto pochi e riguardano piccoli cambiamenti nell’organizzazione lavorativa, ciò nonostante hanno avuto una significativa riduzione di alcuni sintomi di burnout. La meta analisi evidenzia, inoltre, che gli interventi diretti al gruppo di lavoro hanno ottenuto buoni risultati in termini di riduzione del burnout. Tutti gli interventi che miravano a un riequilibrio tra carichi di lavoro e tempo libero, e che prevedevano una maggiore condivisione, in gruppo, delle difficoltà sembrano aver avuto un impatto significativo.

 

*Professional Burnout in European Young Oncologists: Results of The European Society For Medical Oncology (ESMO) Young Oncologists Committee Burnout Survey Copyright © 2017 European Society for Medical Oncology
**Controlled Interventions to Reduce Burnout in Physicians A Systematic Review and Meta-analysis Panagioti M., Panagopoulou E., Bower P., et al.

 

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