Che cos’è la fatigue?

Che cos’è la fatigue?

La fatigue in oncologia: un nome complesso, tante variabili.

Si stima che circa l’80-90% dei pazienti in trattamento con radio e/o chemioterapia riferisca, tra i sintomi più frequenti e invasivi, proprio la fatigue.

Secondo il Comprehensive Cancer Network la fatigue può essere definita come una “una sensazione soggettiva, stressante, persistente di stanchezza o spossatezza correlata al cancro o al suo trattamento, non proporzionale all’attività eseguita, che interferisce con le abituali attività e che spesso non è alleviata dal sonno o dal riposo”.

La fatigue impatta in maniera importante sulla qualità di vita del paziente e in particolar modo sulla capacità di lavorare, sulla possibilità di vivere la quotidianità e sulla vita sessuale con conseguenze sociali ed economiche talvolta devastanti. (Stone et al., 2000)[1]

Sintomi

La maggior parte dei pazienti riferisce, spesso, di non riuscire a svolgere le normali attività della vita quotidiana, come cucinare, riordinare casa, rifare il letto o farsi la doccia e pettinarsi. Si sentono perennemente stanchi, senza forze e senza energie, con la sensazione costante di essere svuotati.  A tutto ciò spesso si associa la sensazione di avere la testa vuota o essere colti da vertigini, ritrovarsi con il fiatone anche dopo una leggerissima attività fisica come ad esempio spostarsi da una stanza ad un’altra. Questo tipo di stanchezza sembra, al malato, assolutamente sproporzionata rispetto agli impegni quotidiani.
Vengono riportati anche sintomi quali difficoltà a ricordare le cose, a prestare attenzione e a decidere anche su cose molto banali. Anche il tono dell’umore è coinvolto e i pazienti riferiscono di avere sbalzi d’umore frequenti, si commuovono troppo facilmente; tendono spesso al ritiro sociale e diminuisce il desiderio sessuale.

Cause

Non è facile identificare in modo univoco le cause della fatigue poiché essa è un sintomo moltidimensionale, ossia coinvolge aspetti estremamente diversi tra loro ma, allo stesso tempo strettamente correlati.

La maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che la fatigue sembrerebbe correlata a:

  • il cancro e le sue complicanze (anemia, turbe elettrolitiche, disidratazione, anoressia/cachessia, insufficienza epatica, renale e cardiaca, ipossia, insufficienza corticosurrenalica, febbre, deficit neurologici);
  • i trattamenti specifici e i possibili effetti collaterali (chemioterapia, radioterapia, terapie a bersaglio molecolare, ormonoterapia, immunoterapia, chirurgia);
  • sintomi fisici legati alla malattia o ai trattamenti (dolore, dispnea, difficoltà a deglutire, perdita di appetito);
  • comorbilità (ipotiroidismo, diabete mellito, scompenso cardiaco, malattie cardiovascolari, infezioni, broncopneumopatia cronica ostruttiva)
  • uso di farmaci non connessi alla terapia antitumorale (oppioidi, farmaci psichiatrici, antistaminici, beta-bloccanti, corticosteroidi) [2].

A questi aspetti più “fisici” si affiancherebbero aspetti psicologici e comportamentali quali, ad esempio: ansia, depressione, insonnia, diminuita attività fisica e difficoltà ad alimentarsi.

I rimedi esistono?

Fortunatamente si, esistono alcuni rimedi e alcuni interventi che, seppure non eliminano del tutto la fatigue, aiutano ad alleviarne gli effetti più debilitanti.

Come sempre il primo e più importante dei passi da fare è parlarne con il proprio medico e con l’équipe dei curanti. Può essere utile, per iniziare, utilizzare un “diario della fatigue” in cui registrare i momenti della giornata in cui i sintomi sono più debilitanti, questo darà la possibilità di trovare con il medico le strategie di intervento più adatte.

In linea generale la comunità scientifica concorda sul fatto che la fatigue può essere ridotta attraverso l’integrazione di differenti strategie:

L’esercizio fisico

Anche se potrebbe richiedere molto sforzo per alzarsi e muoversi, è importante svolgere una, anche blanda, attività fisica che, di per sé, può ridurre l’affaticamento. Gli studi dimostrano che i malati di cancro che si allenano sono meno stanchi e depressi. Dormono anche meglio dei pazienti che non si allenano.

La dieta

 

Molti pazienti non sono in grado di mangiare normalmente e perdono peso. Ciò può essere dovuto alla nausea correlata al trattamento, al vomito e alla mancanza di appetito. Chiedi al tuo medico dei consigli nutrizionali o di inviarti a un nutrizionista. Questo esperto può lavorare con te per assicurarti di avere abbastanza calorie, liquidi, proteine ​​e altri nutrienti per aiutare a prevenire l’affaticamento e aumentare l’energia.
Una corretta alimentazione è importante per mantenere un adeguato stato nutrizionale e per contrastare un eventuale calo di peso, prevenendo e riducendo la fatigue.

Il sonno e il riposo

 

Molte persone affette da cancro soffrono di disturbi del sonno. Tali disturbi possono essere ridotti usando metodi di rilassamento, assumendo caffeina solo al mattino, cercando di mantenere dei ritmi sonno veglia regolari come ad esempio, andare a dormire ed alzarsi sempre alla stessa ora ogni giorno. È importante risparmiare energia e svolgere solo le attività più importanti quando si ha più energia. Muoviti ed esercitati quando sei ben riposato e hai più energia. Sii realistico sui tuoi limiti e non essere duro con te stesso. Inoltre, non essere troppo timido o troppo orgoglioso per accettare l’aiuto. Lascia che gli altri si occupino delle faccende domestiche, che svolgano per te piccole commissioni o che ti accompagnino in macchina quando non te la senti di fare da solo.

Il sostegno psicologico

 

La fatigue ha anche, nella maggioranza dei casi, una forte componente psicologica. La diagnosi, le terapie, la paura per l’esito della malattia causano spesso ansia, depressione, attacchi di panico, insonnia e sbalzi d’umore.  Ciò può essere aggravato da condizioni di disagio psicologico preesistenti. Il supporto psicologico può essere un valido aiuto per affrontare e ridurre i sintomi della fatigue.
La psicoterapia, individuale o di gruppo, può essere un valido strumento per affrontare il disagio psicologico.

Infine, ricordiamo che altri tipi di interventi utili possono essere le tecniche di rilassamento, il biofeedback e la mindfulness.

[1] Tomlinson D, Diorio C, Beyene J, Sung L. Effect of exercise on cancer-related fatigue: a meta- analysis. Am J Phys Med Rehabil. 2014 Aug;93(8):675-86. doi: 10.1097/PHM.0000000000000083.
[2] http://www.recentiprogressi.it/allegati/01740_2015_01/fulltext/07_Prospettive%20-%20Fatigoni.pdf
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