Cristina “Cri”

Cristina “Cri”

“ Non credo che potrai arrivare al Centro velico con quelle scarpe!”
Questo fu il saluto di benvenuto che mi fece il capo Istruttore, Papa Mike.
Eppure l’avevo preannunciato che mi avrebbero riconosciuta dai tacchi a spillo e dall’abito svolazzante!
Dopo pochi minuti mi trovavo sul marciapiede a rovistare tra le varie cose inutili della mia valigia, alla ricerca di un paio di scarpe che mi consentisse di affrontare l’accidentato sentiero.
Ma non si è trattato solo di scendere dai tacchi. Sono scesa anche dal mio piedistallo faticosamente costruito, per atterrare tra 10 paia di braccia pronte a ricevermi.
Mi sono osservata ed ero io, la vera me, con il suo carico di dolore sotterrato, di sogni infranti, di lacrime inghiottite.
Le loro emozioni hanno tirato fuori le mie. E la cocomeraia è diventato il luogo in cui si apprendevano lezioni di vela e di vita. Il vissuto di ciascuna si è intrecciato con quello delle altre ed i nostri sguardi, le nostre mani unite, hanno reso più leggere le zavorre che ci portavamo dietro.
Abbiamo imparato che non dobbiamo avere paura del vento e delle tempeste. Che le nostre vite viaggiano su barche che puoi, con coraggio ed impegno, governare.
Caprera con la sua natura selvaggia ed incontaminata è un luogo incantato,in cui si sono annodate cime ma anche cuori di donne, in una esperienza unica ed irripetibile.
La malattia è stata dura, ma Caprera è stata un dono che è quasi riuscito a pareggiare il nostro credito con la vita.
Grazie WE WILL CARE. Grazie Centro Velico di Caprera.
E soprattutto grazie a chi con professionalità e affetto ci ha guidato lungo il percorso: Alice, Marco detto Iacco, FranK , Paolo noto come Papa Mike."

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