Enza

Enza

"È credenza comune che finite le terapie oncologiche, per la persona che si è ammalata tutto torna come prima. Ma non è cosi. Per quanto io sia una persona forte e coraggiosa, prima di partire per Caprera stavo attraversando un periodo difficile della mia vita. Mi sentivo impantanata. Mi sentivo cambiata dalla malattia e non mi sentivo compresa. Io ero demolita e tutto intorno a me richiedeva che io tornassi come prima, una persona che non mi apparteneva più. Avrei pagato oro per tornare come prima, la Enza prima della malattia, ma la malattia mi ha colpito e cambiata nel bene e nel male. Non avevo più voglia di dare giustificazioni. Sentivo che dovevo uscire da quella situazione, ma tutto mi sembrava così difficile. Avevo bisogno di lasciarmi andare, di lasciar andare pesi che rallentavano il mio cammino. Avevo coraggio e fame di vita, ma non bastava ero in balia di emozioni e degli eventi. Avevo bisogno di cambiare rotta, ma avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a virare, riuscire a cambiare direzione e puntare verso nuovi orizzonti. "We will care" mi ha aiutato a mettermi in gioco e superare limiti che non avrei mai immaginato. L'isola di Caprera mi ha accolto inondandomi e avvolgendomi con la sua meravigliosa natura selvaggia. Era lì semplice e sincera, io dovevo solo respirare e lasciarmi andare. Il percorso è stato all inizio difficoltoso nell accettare cambi di abitudini, in spazi e persone che non conoscevo. Ero lì spogliata da maschere, senza ricoprire alcun ruolo, né madre, né moglie, né amica o altro, ero solo io priva delle mie apparenti sicurezze. Con le sedute di psicoterapia è stato duro ma liberatorio mostrarmi fragile. Ma con ciò non mi sono mai sentita giudicata, non mi sono sentita sola o diversa, ho sentito tanto affetto e ho ricevuto quel calore di cui avevo tanto bisogno. Poi è arrivata la barca a vela con termini e tecniche sconosciute, con tutte le sue similitudini con la vita stessa. Essere nella stessa barca, in balia delle onde, al timone della vita, navigare contro vento. La vita e il mare erano un tutt'uno. Grazie all aiuto e alla competenza degli istruttori del Centro Velico di Caprera le paure si sono dissipate di fronte alla maestosità del mare e di fronte a quella barca con tutta quella strumentazione che sembrava senza senso. Ma ogni cosa ha un senso, nulla è per caso.
Con l aiuto di "We will care" ho imparato a "sentire". Sentire il vento in barca, sentire il mio corpo. Fidarmi di me e fidarmi di chi mi accompagnava. Riconoscere i miei errori e potenziare le mie capacità. Accettare ciò che la vita mi concedeva momento per momento, che in barca voleva dire la mancanza di vento oppure l'arrivo della pioggia quando le aspettative erano nettamente contrarie. Ho imparato ad accettare i consigli che ricevevo e finalmente riuscire a far fluire le mie emozioni. Sentire di poter cambiare ciò che non andava. Sentire di essere concentrata su ciò che stavo vivendo, consapevole di volercela fare.
Ho rinunciato alla mia costante ricerca del controllo e al duro giudizio che avevo nei miei confronti, per trovare fiducia, pace e la mia vera essenza.
Ringrazio "We will care" per avermi aiutato.
La malattia lascia dei macigni nel fisico e nell anima e grazie all aiuto della psicologa, delle mie compagne di equipaggio #lasciAndare e agli istruttori di barca a vela, ho imparato a vivere con un altra prospettiva.
Con grande gratitudine, parte il mio impegno a sostenere "We will care" affinché questo progetto possa aiutare il maggior numero di donne possibili."

Info sull'autore

admin administrator